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mercoledì 11 novembre 2015

Carne viva, Merritt Tierce

Io e Merritt Tierce ci siamo incontrate per caso. Ho letto della BIGSUR, nuova collana delle edizioni SUR, dedicata ai libri provenienti dal Nord America, ho letto di questo nuovo romanzo che tanto è piaciuto a Martina Testa (ex direttrice editoriale Minimum fax, attuale padrona di casa alla Sur, ma prima di tutto traduttrice) e dell’iniziativa della casa editrice di aprire le porte ai lettori. Mi sono incuriosita e ho acquistato Carne Viva.

Lo si potrebbe liquidare in poche parole: è la storia di Marie, studentessa modello, che a 17 anni resta incinta, e che un passo alla volta si trasforma in un’efficiente e metodica cameriera, affascinante tossicodipendente, autolesionista, pronta a fare sesso dappertutto e con chiunque. Vegetariana.
Non mi son fatta abbindolare dallo “Splendido, devastante, assolutamente necessario” del New York Times, piazzato in copertina. Però ho subito concordato sul devastante.
A metà libro, all’ennesima pippata, l’ennesimo pene grosso e duro, l’ennesima bruciatura autoinferta, mi son data alle pulizie di casa. Non era più il libro tosto che mi era sembrato nei primi capitoli, quando ogni atto carnale viene servito con una coltellata al basso ventre. 
Lo stato emotivo di Marie mi è ormai chiaro. Un’altra scena di sesso violento fa scemare la tensione e produce qualche sbadiglio. Continua a darla a chiunque per punirsi della buona moglie che non è stata e della buona madre che non sarebbe diventata. Continua a farsi fino a far sparire le iridi dagli occhi. Ancora una volta sguardi di sole pupille, vuoti e mortali.