Giuro,
l’ho pensato veramente quando a settembre il corriere mi ha mollato i compiti
per casa inviati dalla casa editrice. Mai letto Amitav Ghosh in precedenza. Con gli asiatici, anche quelli che
scrivono in lingua inglese, anche quelli famosi, non ho gran feeling. Non
appena ho realizzato che oltre ad essere un librozzo, aveva a che fare con
velieri e con la navigazione ed era pure il terzo volume di una saga di cui, ovviamente,
non avevo letto i primi due tomi, ho accantonato la bozza. Poi, il senso del
dovere e la curiosità hanno avuto la meglio. Son partita da Mare di papaveri, of course, ed è
scoccata la scintilla.
Non che
fosse particolarmente elegante o slanciata, anzi, la Ibis era una goletta d’aspetto antiquato, non leggera e a ponte
libero come i clipper per i quali Baltimora andava famosa. Aveva un cassero
corto, un alto castello di prora, con un ponte del castello tra i masconi e un
casotto a mezzanave che fungeva da cambusa e da cabina per camerieri di bordo e
nostromi […]
