| Una questione privata, Beppe Fenoglio |
Quando leggi un capolavoro finisce che non ne parli mai in un
blog come questo. Che puoi dire tu di Beppe
Fenoglio per spingere quanti non abbiano ancora letto Una questione privata ad acquistarlo immediatamente?
Che può dire di originale su Elsa Morante una Babalatalpa qualsiasi?
Spulciando tra i libri usati di una nota libreria, riflettevo sull’arte della
scrittura e su cosa renda un capolavoro tale.
«Posso aiutarla?».
«No, grazie, davo un’occhiata. Anzi, sì. Avete per caso qualcosa
della Morante? Vorrei acquistare Menzogna e sortilegio».
Occhi al cielo, espressione da “Eccone un’altra a cui si deve
spiegare tutto”. «Ma la Morante non si trova tra i classici! Non è qui che deve
cercarla. Qui ci sono solo opere di autori morti». Pausa. «Beh, sì, anche la
Morante è morta, ma da poco».
Comincio a divertirmi.
«Quindi un classico è tale se dopo un paio di secoli dalla morte
dell’autore qualcuno lo acquista ancora?».
Lei, soddisfatta, si avvicina al pc: «Sì, più o meno. Comunque
tra l’usato non abbiamo niente della Morante. Se ci fosse stato, l’avrebbe
trovato lì, nello scaffale dei contemporanei».
Mi avvicino allo scaffale incriminato e vedo diverse copie di
Federico Moccia, molto Volo, Mazzantini, D’Avenia... Ora, senza voler offendere
Moccia, chi diamine potrebbe mai pensare di mettere “Scusa ma ti chiamo amore”
accanto a “La Storia” solo perché gli autori sono nati entrambi nel XX° secolo??
In fondo, non faccio mica la libraia io…
