Con la religione ho un rapporto molto controverso. Una roba che mia mamma, fervente credente e praticante, non riesce proprio a spiegarsi. Una di quelle cose che le fanno venire gli occhioni lucidi e ripetere:«Un fallimento! In cosa ho sbagliato?» Chissà perché è così difficile comprendere che la fede è un elemento del tutto irrazionale e, di conseguenza, non si insegna, non si trasmette, non si eredita. Ad ogni modo, sapere che Assisi mi sia piaciuta moltissimo le ha fatto accendere quel barlume di speranza negli occhi e ha spinto mia suocera a chiedermi quante preghiere avessi fatto.
In effetti, può essere difficile scindere la cittadina di Assisi dalle figure di San Francesco e Santa Chiara e dal clima mistico che si respira per quelle viuzze ben ristrutturate. È vero, la città ha costruito intorno a San Francesco parte della sua fama e della sua ricchezza ma non c’è nulla di artificiale nell’atmosfera che avvolge questi luoghi splendidi.
Mentre ci spostiamo lentamente da una chiesa all’altra, a vedere tutto quel verde che ci circonda, tutti quei monasteri e conventi, tutti quei frati che percorrono la città, ho iniziato a pensare a come sarebbe stato il mio rapporto con la religione se fossi nata lì. Quanto avrebbero potuto incidere nella mia formazione quella pace, quel silenzio, quella lentezza palpabile, quegli sguardi luminosi e sereni? Mah!
Sono rimasta in silenzio buona parte della giornata, persa nelle mie riflessioni. Sono addirittura entrata in una libreria filosofico-religiosa per sbirciare le agiografie lì presenti. Evento che ha spinto un incredulo signor valigiesogni a regalarmi una “Vita di San Francesco” dall’approccio molto storico e poco romanzato. Gli stimoli, che anche un breve viaggio riesce a suscitare, non vanno mai lasciati cadere nel nulla.
Assisi non è solo spiritualità. Basta allontanarsi dal centro e salire per le ripide vie acciottolate che portano alla Rocca Maggiore, imponente fortezza medievale eretta intorno al XII secolo, per capirlo. Da qui, oltre a dare una rinfrescata ad eventi storici ormai dimenticati, si può gustare un panorama davvero suggestivo e si può visitare la mostra fotografica, allestita nella Torre del Maschio. La mostra illustra la più importante festa laica della città di Assisi: il Calendimaggio. Nel corso dell’evento, che ovviamente cade nel mese di maggio, le contrade della città si contendono con esecuzioni musicali e canore, con rievocazioni di vita medievale e cortei storici, l’assegnazione del Palio. Uno spettacolo, a guardare le foto.
Una ragione in più per tornare in quest’oasi di pace in un periodo dell’anno dalle temperature più miti.
In effetti, può essere difficile scindere la cittadina di Assisi dalle figure di San Francesco e Santa Chiara e dal clima mistico che si respira per quelle viuzze ben ristrutturate. È vero, la città ha costruito intorno a San Francesco parte della sua fama e della sua ricchezza ma non c’è nulla di artificiale nell’atmosfera che avvolge questi luoghi splendidi.
Mentre ci spostiamo lentamente da una chiesa all’altra, a vedere tutto quel verde che ci circonda, tutti quei monasteri e conventi, tutti quei frati che percorrono la città, ho iniziato a pensare a come sarebbe stato il mio rapporto con la religione se fossi nata lì. Quanto avrebbero potuto incidere nella mia formazione quella pace, quel silenzio, quella lentezza palpabile, quegli sguardi luminosi e sereni? Mah!
Sono rimasta in silenzio buona parte della giornata, persa nelle mie riflessioni. Sono addirittura entrata in una libreria filosofico-religiosa per sbirciare le agiografie lì presenti. Evento che ha spinto un incredulo signor valigiesogni a regalarmi una “Vita di San Francesco” dall’approccio molto storico e poco romanzato. Gli stimoli, che anche un breve viaggio riesce a suscitare, non vanno mai lasciati cadere nel nulla.
Assisi non è solo spiritualità. Basta allontanarsi dal centro e salire per le ripide vie acciottolate che portano alla Rocca Maggiore, imponente fortezza medievale eretta intorno al XII secolo, per capirlo. Da qui, oltre a dare una rinfrescata ad eventi storici ormai dimenticati, si può gustare un panorama davvero suggestivo e si può visitare la mostra fotografica, allestita nella Torre del Maschio. La mostra illustra la più importante festa laica della città di Assisi: il Calendimaggio. Nel corso dell’evento, che ovviamente cade nel mese di maggio, le contrade della città si contendono con esecuzioni musicali e canore, con rievocazioni di vita medievale e cortei storici, l’assegnazione del Palio. Uno spettacolo, a guardare le foto.
Una ragione in più per tornare in quest’oasi di pace in un periodo dell’anno dalle temperature più miti.







