Io che pensavo d’esser una veterana del trasloco, sono stata
stroncata dall’ultima fatica. Mi è sembrato girasse tutto storto a partire dal
periodo scelto (scelta obbligata, di volontario c’era poco), dal numero di
scatoloni accantonati, dalle nottate in bianco e gli imprevisti che sembravano
non aver fine.
Poi siamo approdati a casa nuova, scatoloni ancora da
spacchettare, neanche il tempo di trovare la strada più veloce per arrivare in
ufficio e ho un incidente a pochi metri dalla nuova dimora. Succede. Non è un
cattivo presagio, solo un errore umano.
Poi sono iniziate le liti furibonde tra
i miei nuovi condomini. Bisogna
aggiungerti al gruppo whatsapp, è fondamentale per le comunicazioni di servizio.
Abituata ai precedenti condomini, età media 82 anni, mi son detta ‘an vedi che forti! Niente perdite di tempo
per le questioni condominiali. Due messaggini e via. Salvo scoprire il
giorno successivo d’esser finita in un covo di maniaci di whatsapp. 80 messaggi
inutili a volta; obiettivo principale seminare zizzania e aizzare una vicina
contro l’altra. Obiettivo centrato tre volte su tre.
Logisticamente casa nuova si
è rivelata la scelta perfetta; piccina e silenziosa (tutti troppo impegnati sui
social per far baccano nella vita reale). Il contesto, però, mi ha destabilizzato.
Nessun runner che mi saluti quando vado a correre, ciclisti imbronciati,
nessuno sguardo amico, negozianti gelidi; una costante sensazione di disagio.
Finalmente la svolta. L’altra sera ci fermiamo in una sorta di paninoteca e qualcuno ci
sorride. Ambiente piccolo e accogliente, persone simpatiche e una bella
cassetta di libri con una locandina che pubblicizza il giralibro.
Il classico bookcrossing, organizzato all’interno del
territorio comunale da un’associazione culturale che ha sparso cassette di
libri tra diverse attività commerciali, dal macellaio al negozio di scarpe, con
lo scopo di avvicinare le persone alla lettura, in modo semplice ed efficace.
Il caso ha voluto che gli ideatori del progetto fossero seduti al tavolo
accanto al nostro e, dopo tre mesi dal cambio di residenza, per la prima volta abbiamo iniziato a chiacchierare allegramente con qualcuno dei nostri nuovi concittadini.
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Dal sito illibraio.it |
Sono andata via con un Imre Kertész e il ritrovato buonumore. Qualcosa inizia a girare per il verso giusto. Vorresti dire che è bastata una cassetta di libri e altri due matti come te per farti sentire improvvisamente a casa? Il coniuge mi guarda perplesso, ma io sono di nuova fiduciosa verso il genere umano. Mi sento bene.
Il benessere può
nascondersi anche in una cassetta di libri in un luogo che non ti aspetti; può
nascondersi nell’idea di prendere un libro in una paninoteca e depositarne due
in un bar fino a ieri sconosciuto; raccogliere un sorriso, fare quattro chiacchiere
e andare a lavoro senza sbuffare.
Un libro ti salva anche dal vicino molesto 😉
RispondiEliminaEsatto! Avevo pensato di inaugurare una cassettina del bookcrossing condominiale. Ma mi viene la febbre al pensiero dei 200 whatsapp che ne scaturirebbero...
EliminaSpesso mi dico che sono una persona fortunata perchè ho avuto un papà che mi raccontava storie sorprendenti, o intime, emozionanti. Per ritrovare quel piacere ho iniziato a leggere da piccola e non ho più smesso. Capisco perfettamente il tuo sollievo!:-)
RispondiEliminaHai scritto una cosa che ha suscitato la mia profonda invidia. In senso positivo, sia chiaro. Deve esser stato un bel rappporto quello col tuo babbo.
EliminaUn libro rende un po' più pesante la tua borsa e un po' più libero il tuo cuore.
RispondiEliminaIn bocca al lupo per la nuova casa, i nuovi panorami e i nuovi incontri.
Salviamo il lupo, crepi tutto il resto. Grazie mille!
EliminaIn quanto al peso, giuro, ho provato, provato e ancora provato con l'ebook ma, alla fine, il peso ha avuto la meglio.
Ah, che dirti?! Che quando le persone non ti salutano ci si sente veramente a disagio, che i whatsapp inutili sono frutto di chi abusa dei social, ma il finale del post fa ben sperare. Un abbraccio.
RispondiEliminaAll'inzio ho arrancato, lo sai, ma me la sono sempre cavata in salita.
EliminaUn abbraccio forte.
Ciao, Baba! Stiamo parlando di Ciampino? :)
RispondiEliminaSembra la descrizione della cittadina in cui abito da vent'anni.
Non è Ciampino ma siamo lì vicino...
EliminaDiffondere questa buona abitudine anche a Ciampino, non sarebbe una cattiva idea!